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News e circolariNuovo Testo Unico IVA

15 Ottobre 2026

La presente per informarvi che il D.Lgs. 10/2026 riordina e rinumera la disciplina IVA. Dal 1° gennaio 2027 devono essere aggiornati causali e riferimenti normativi. I codici Natura e i Tipi Documento non mutano automaticamente: eventuali variazioni richiedono nuove specifiche tecniche dell’Agenzia delle Entrate.

D.Lgs. 19 gennaio 2026, n. 10 G.U. n. 24 del 30 gennaio 2026, S.O. n. 4

Finalità e decorrenza

La finalità del riordino non è introdurre un nuovo sistema IVA, ma rendere più leggibile una disciplina formatasi attraverso oltre cinquant’anni di interventi. Per gli operatori il cambiamento sarà tuttavia rilevante sul piano documentale: la medesima operazione continuerà, di regola, a essere trattata nello stesso modo, ma dovrà essere collegata a una diversa disposizione e collocata nella nuova architettura del Testo Unico.

Il passaggio richiede particolare attenzione perché il raccordo non è sempre “uno a uno”. Alcune norme attuali sono state suddivise per materia, mentre altre sono state accorpate. Prima di aggiornare una causale occorre pertanto verificare non soltanto il numero dell’articolo, ma anche il comma, la lettera e la fattispecie concretamente applicabile.

Il D.Lgs. 19 gennaio 2026, n. 10 raccoglie in un unico corpo normativo la disciplina IVA proveniente, tra l’altro, dal DPR 633/1972, dal DL 331/1993, dal DL 41/1995 e da disposizioni speciali. Il nuovo Testo Unico si applica alle operazioni effettuate dal 1° gennaio 2027; alle operazioni effettuate fino al 31 dicembre 2026 continua ad applicarsi la disciplina previgente.

L’intervento ha natura prevalentemente compilativa e di coordinamento: cambia soprattutto la collocazione delle norme. Una disposizione previgente può essere ripartita in più articoli del Testo Unico e, viceversa, un nuovo articolo può raccogliere più fonti. La trascodifica non deve quindi essere eseguita in modo automatico senza verificare la specifica fattispecie.

Effetti sulla fatturazione elettronica

Sul piano operativo occorre distinguere due livelli.

Il primo è rappresentato dai codici tecnici del tracciato XML, quali Natura e Tipo Documento, che restano disciplinati dalle specifiche tecniche dell’Agenzia delle Entrate.

Il secondo è costituito dai codici IVA interni, dalle descrizioni automatiche e dal campo “Riferimento Normativo”, che dovranno essere adeguati alla nuova numerazione.

Ne consegue che l’aggiornamento non può essere limitato alla stampa della fattura. Devono essere esaminati anche registri IVA, liquidazioni, modelli di nota di credito, procedure di autofatturazione e integrazione, flussi importati nel gestionale e modelli utilizzati per operazioni ricorrenti. È inoltre opportuno preservare i vecchi riferimenti nelle anagrafiche storiche, in modo che le ristampe relative agli esercizi precedenti continuino a riportare la norma vigente nell’anno di competenza.

Circ. 9- 2026 Nuovo Testo Unico IVA

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